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Malga Pieltinis, Luigi e il mestiere ereditato dal nonno Eneo

In Carnia, a Malga Pieltinis, Luigi e Arduino continuano una storia di famiglia che unisce tre generazioni e due malghe.



A 1.739 metri sopra Sauris, Luigi Lucchini continua il lavoro del nonno Eneo Adami, affiancato da Arduino. Una storia di tre generazioni, due malghe e una famiglia che ha scelto di legare il proprio futuro alla montagna della Carnia.

Le mani affondano nella cagliata, il latte sta diventando formaggio. Luigi Lucchini ha il volto giovane, il gesto sicuro e una moto da enduro con cui ama attraversare i pascoli. Non assomiglia all'immagine che molti conservano del vecchio malgaro. E forse è proprio questo il bello della sua storia. Perché a Malga Pieltinis, a 1.739 metri sopra Sauris, Luigi sta continuando un mestiere che nella sua famiglia attraversa le generazioni.

Suo nonno era Eneo Adami, un uomo che aveva dedicato la vita agli animali, al latte e alla montagna. Sua madre, Luisa Adami, oggi gestisce Malga Pozof, sullo Zoncolan, insieme alle figlie Serena e Giada. A Pieltinis, accanto a Luigi, lavora Arduino Adami, riferimento di una famiglia che conosce questi alpeggi da una vita.

Tre generazioni, due malghe, cognomi diversi e una stessa storia che continua a trovare nuove mani.

Formandi Malga Pieltinis

Eneo Adami, una vita intera tra gli alpeggi

Per capire cosa rappresenti Pieltinis bisogna partire da Eneo, il nonno di Luigi. Un uomo cresciuto in un mondo nel quale il lavoro con gli animali non conosceva orari e la montagna era molto più di un luogo dove trascorrere l'estate.

Eneo apparteneva a quella generazione di malgari che imparava osservando, provando e ripetendo. Conoscere gli animali significava capirne il comportamento, riconoscere i cambiamenti del tempo e sapere quando intervenire. Il latte non era semplicemente una materia prima: era il risultato di tutto quello che accadeva ogni giorno sui pascoli.

È scomparso nell'agosto del 2022, a 76 anni, proprio a Pieltinis. Un luogo al quale aveva legato una parte fondamentale della propria esistenza e che oggi continua a raccontarlo attraverso il lavoro della sua famiglia.

Difficile immaginare un'eredità più concreta. Non soltanto i ricordi, le fotografie o gli episodi raccontati attorno a una tavola, ma un nipote che torna a lavorare il latte negli stessi luoghi del nonno.

Il patrimonio di Eneo non è rimasto chiuso nella memoria familiare. Vive nelle mani di Luigi e nelle scelte di chi, tra figli e nipoti, ha deciso di continuare a fare il malgaro.

Formandi Malga Pieltinis

Arduino Adami, l'esperienza che accompagna il futuro di Pieltinis

Le radici degli Adami sono a Ovaro, in Carnia. Una famiglia che ha costruito attorno all'allevamento e alla produzione casearia un percorso fatto di lavoro, responsabilità e stagioni trascorse in quota.

A Malga Pieltinis, Arduino Adami è una presenza fondamentale. È lui, insieme al giovane Luigi Lucchini, a presidiare la malga, seguendo gli animali, i pascoli e la produzione del formaggio. Due generazioni che condividono le giornate e le responsabilità, mettendo insieme l'esperienza di chi conosce la montagna da una vita e l'energia di chi ha scelto di costruirvi il proprio futuro.

Arduino conosce i ritmi dell'alpeggio, le esigenze degli animali e le difficoltà che ogni stagione può riservare. Sa che una malga non è semplicemente un caseificio in alta quota, ma un equilibrio delicato, dove ogni decisione ha conseguenze sul lavoro e sulla qualità del prodotto.

Formandi Malga Pieltinis

Accanto a lui, Luigi porta avanti il mestiere del nonno Eneo, imparando e assumendosi le responsabilità che la vita in montagna richiede. Il loro rapporto racconta qualcosa di importante: il passaggio tra generazioni non avviene soltanto attraverso i ricordi, ma soprattutto lavorando fianco a fianco.

Arduino e Luigi sono oggi i due volti di Pieltinis. L'esperienza dell'uno e la determinazione dell'altro permettono alla malga di continuare a essere un luogo di lavoro, produzione e vita.

Perché il futuro degli alpeggi non si costruisce soltanto con i giovani che arrivano, ma anche grazie a chi rimane accanto a loro per trasmettere un sapere che nessuna scuola può insegnare fino in fondo.

Formandi Malga Pieltinis

Luigi Lucchini, il nipote che arriva in moto

Luigi è figlio di una delle figlie di Eneo, Luisa, e porta con sé una storia familiare che passa anche attraverso le donne della montagna.

È un ragazzo di oggi, con le passioni della sua generazione. Ama la moto da enduro, si muove tra i pascoli con energia e conosce quella sensazione di libertà che soltanto certi spazi di montagna riescono a regalare.

Ma quando entra in caseificio, la giornata segue il ritmo del latte.

La cagliata da lavorare, le forme da sistemare, gli animali da controllare. Ogni gesto richiede attenzione. Il formaggio di malga non nasce soltanto da una ricetta, ma dalla capacità di capire una materia prima che cambia con le stagioni, con l'alimentazione degli animali e con le condizioni dell'alpeggio.

Luigi rappresenta una generazione che può scegliere la montagna senza dover rinunciare alla propria identità. Non serve imitare i malgari di cinquant'anni fa per rispettarne il lavoro.

Il mestiere del nonno può convivere con una moto da enduro, con nuovi interessi e con un modo diverso di guardare al futuro.

La parte più interessante della sua storia è proprio questa: Luigi non vive la montagna come un museo da custodire, ma come un luogo nel quale lavorare, crescere e trovare soddisfazione.

E se oggi le malghe hanno bisogno soprattutto di giovani disposti a raccogliere il testimone, il suo percorso racconta una possibilità concreta.

Formandi Malga Pieltinis

Da Pieltinis a Pozof, quando il mestiere attraversa la famiglia

La storia degli Adami non si ferma a Pieltinis.

Sullo Zoncolan, a Malga Pozof, Luisa Adami ha intrapreso un proprio percorso, portando avanti il mestiere imparato dal padre Eneo. Con lei lavorano le figlie Serena e Giada, protagoniste di una gestione che unisce allevamento, produzione casearia, cucina e accoglienza.

Una famiglia nella famiglia, con una caratteristica particolare: anche qui sono le nuove generazioni a scegliere di dedicare il proprio tempo e le proprie energie alla montagna.

Luisa ha conosciuto da vicino la vita degli alpeggi fin da giovane. Sa cosa significa seguire gli animali, lavorare il latte e affrontare le difficoltà di una stagione in quota. Oggi quella esperienza è diventata la base di un'attività nella quale anche le figlie hanno trovato il proprio ruolo.

E così il filo che parte da Eneo si divide in più direzioni, senza spezzarsi.

A Pieltinis lavorano Arduino e il giovane Luigi. A Pozof sua madre Luisa, insieme a Serena e Giada.

Due malghe, una famiglia che si allarga e un mestiere che continua a essere scelto, non soltanto ereditato.

È forse questo il risultato più importante di una vita trascorsa in alpeggio: riuscire a trasmettere non soltanto le conoscenze, ma anche la voglia di utilizzarle.

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Pieltinis, il formaggio comincia dall'erba

A 1.739 metri, sul versante orientale del Monte Pieltinis, i pascoli si aprono verso le Alpi Carniche, lungo la dorsale che collega Sauris alla Val Pesarina.

Sono prati ricchi di essenze spontanee, dove crescono rabarbaro alpino, codolina alpina, dente di leone e campanule. Una varietà vegetale che contribuisce a caratterizzare l'alimentazione degli animali e il latte prodotto durante la stagione dell'alpeggio.

Qui il formaggio comincia molto prima della caldaia.

Comincia quando gli animali escono al pascolo, quando cambiano le condizioni del tempo, quando l'erba cresce in modo diverso da una settimana all'altra. Ogni stagione porta con sé sfumature che il casaro deve conoscere e interpretare.

Poi arriva la lavorazione, con il latte trasformato in formaggio e le forme che iniziano il loro percorso di maturazione.

Dentro quelle forme c'è il lavoro di Luigi e Arduino, l'esperienza della famiglia Adami e un ambiente montano che continua a dare identità alle produzioni.

Per chi raggiunge Malga Pieltinis durante la stagione estiva, acquistare un formaggio significa entrare in contatto con tutto questo. Non soltanto portare a casa qualcosa di buono, ma conoscere le persone che rendono possibile la vita negli alpeggi.

Perché il formaggio di malga non racconta soltanto un territorio. Racconta soprattutto chi ha scelto di viverci e lavorarci.

Formandi Malga Pieltinis

ForMandi, il futuro delle malghe ha bisogno di famiglie come questa

Domenica 18 ottobre 2026, a Sutrio, ForMandi porta i formaggi di malga e i loro produttori al centro di una giornata dedicata al mondo degli alpeggi del Friuli Venezia Giulia.

Tra degustazioni, incontri, cooking show e l'attesa asta dei formaggi, la manifestazione offre l'occasione di conoscere da vicino un patrimonio che non può essere ridotto soltanto alla bontà delle sue produzioni.

Il convegno dedicato alla civiltà delle malghe affronta proprio le questioni decisive per il futuro della montagna: la sostenibilità economica delle attività, il ruolo dei pascoli, il valore del latte crudo, la ristorazione e le opportunità di un turismo capace di riconoscere e sostenere il lavoro degli allevatori.

La storia degli Adami e di Luigi Lucchini dà un volto a questi argomenti.

Perché la domanda più importante non è soltanto come conservare i formaggi di malga, ma chi continuerà a produrli tra dieci o vent'anni.

Servono condizioni economiche sostenibili, riconoscimento per il lavoro dei produttori e giovani che possano immaginare il proprio futuro anche lontano dalle città.

Formandi Malga Pieltinis

A Pieltinis questa possibilità ha i volti di Luigi e Arduino. A Pozof quelli di Luisa, Serena e Giada. E alle loro spalle rimane la figura di Eneo, il nonno che ha trasmesso alla famiglia molto più di un mestiere.

Tre generazioni, due malghe e una montagna che continua a vivere attraverso le persone.

Luigi, intanto, ha il latte da lavorare e gli animali da seguire. Fuori lo aspetta anche la sua moto.

Chissà se Eneo avrebbe immaginato un nipote malgaro che attraversa i pascoli su due ruote. Probabilmente gli sarebbe bastato sapere che qualcuno, dopo di lui, avrebbe continuato a salire a Pieltinis.

Per fare il formaggio. E per sentirsi a casa.

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